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MACCHINE
TERMOGRAFICHE

pensare termografato: perlescenti e fluorescenti

la granulazione delle polveri

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Polveri termografiche: che cosa sono?

Le polveri termografiche sono costituite da resine naturali finissime, le quali vengono depositate sulle zone stampate ancora fresche d’inchiostro e, immediatamente dopo, polimerizzate grazie al calore. Ciò determina, come risultato, la stampa in rilevo delle suddette zone stampate.

 

Shiny Tuscany Gasperini: aggiungere nuove dimensioni alla stampa

Etichette, packaging, brochure, stampati aziendali, editoria, biglietti augurali, cartellini per abbigliamento e molto altro ancora: la termografia può essere usata con grande successo in una grande varietà di applicazioni, sia per aggiungere “consistenza” al prodotto, oppure per evidenziare elementi di design in modo innovativo. L’aggiunta, infatti, di un elemento tattile sulla scatola o sull’etichetta crea un’altra dimensione per l’attrattiva visuale del prodotto, esaltandone significativamente l’aspetto.

 

 

La stampa termografica rappresenta il metodo più economico per ottenere il rilievo, rispetto alle altre tecniche della rilievografia ad incisione (le quali trovano inoltre ben precisi limiti di formato), e rispetto anche al rilievo a secco e con foglio a caldo. È inoltre presente una gamma di polveri trasparenti “laser-proof”, formulate per consentire l’uso degli stampati termografati con le stampanti laser, che sviluppano alte temperature d’esercizio. Per la polimerizzazione definitiva di tali polveri è necessaria una specifica sorgente di luce U.V., disponibile come opzione su tutte le macchine termografiche automatiche Sunraise.

 

 

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